Premio Carriera 2024

Mario Raciti

Mario Raciti, nato a Milano nel 1934, è considerato uno dei maestri del Simbolismo Astratto della pittura del dopoguerra milanese. È sposato con la pittrice Mariangela De Maria, ha un figlio, vive e lavora a Milano. Dopo gli studi in giurisprudenza e due anni di pratica legale, spinto da “una necessità potente”, decide di intraprendere la strada della pittura nonostante le profonde perplessità del padre. Sarà uno zio mercante a commissionargli i primi quadri ispirati a Filippo de Pisis e Angelo Del Bon. La lettura, la poesia, la scrittura ma anche la musica classica guidano la sua formazione fin dall’adolescenza. Comincia a farsi notare alle prime mostre già dal 1951. prima personale. Nel ‘66 espone nella galleria “Studio Marconi”, uno dei luoghi di riferimento dell’arte italiana, in quegli anni frequentata tra gli altri Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Gianfranco Pardi. Nel 1964 alla Galleria Il Canale di Venezia la sua Antonio Mazzotta, collezionista e ideatore dell’omonima Fondazione, rimane folgorato dalle sue opere. Altri noti collezionisti lo includeranno tra le loro raccolte (Gianfranco Ferré, Carlo Jucker, il Gruppo Euromobil-fratelli Lucchetta, Domenico Talamoni e Giuseppe Merlini). Marco Valsecchi, storico critico d’arte si interessa fortemente al suo lavoro, come pure Roberto Sanesi e Alberico Sala.

Raciti ha esposto in circa centoventi personali in sedi istituzionali e accademiche, pubbliche e private, tra cui le principali gallerie d’arte. Negli anni Duemila approda ad una pittura che, ponendo il problema di soluzioni controverse, ne forza le contraddizioni portando l’immagine a una dimensione drammatica quanto trasognata.

Sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti del MART Museo di Rovereto, al Museo della Permanente di Milano, Villa Croce di Genova, Galleria d’Arte Moderna di Modena, CSAC di Parma, al Museo di Conegliano, al Museo di Maccagno, al Museo Civico di Vicenza, al Museo del Novecento e alle Gallerie d’Italia di Milano, al MAGA di Gallarate, alla Galleria d’Arte Moderna di Arezzo, al MAMBO di Bologna.

ESTRATTI DI ANTOLOGIA CRITICA

Mario De Micheli, 1970
Ogni quadro di Raciti è un po’ come una carta geografica della memoria sensibile, come una topografia di “cari luoghi” esistenti e inesistenti ad un tempo, vissuti, vagheggiati, sognati […]

1978 – Marcello Venturoli
Il pittore rifiuta ogni esibizionismo di carattere pubblicitario, discostandosi così dagli esempi del costume moderno, dai metodi ben noti e sperimentati per la scalata al successo. Raciti ha preferito dipingere (e nel suo caso il verbo riacquista il suo pieno significato e il suo valore antico) […]

Giuseppe Marchiori, 1971
Claudio Verna fa la pittura e dipinge la pittura, identificando la sua verità materiale con la sua virtualità, guidandola e lasciandosi guidare, unendo il principio di illusione al principio di realtà. Ogni sua proposta ed opera si presenta coerentemente contraddittoria, lucidamente ambigua, suscitando ogni volta il piacere dell’impossibile scoperta della «regola», che – infatti – fonda la pittura nell’esserne negata. Tratto da: L’immagine che comunque si rivela, catalogo personale Galleria Mèta, Bolzano, gennaio 1983.

Marco Valsecchi, 1978
Una nota caratteristica del dipingere di Mario Raciti, raccolta e ripresa da critico a critico, è l’accento di favola delle sue solitarie immagini, che più dell’apparire concreto, cercherebbero una zona lirica in cui realizzarsi […]

Claudio Cerritelli, 2011
La soglia su cui aleggiano le attuali immagini di Raciti è quella inesauribile del bianco, luce rarefatta e instabile che accoglie materie di labile evidenza […]

Claudio Cerritelli, 2011
Periodicamente mi incontro con Claudio Verna, ormai da moltissimi anni, e il mio compito diventa a un tempo più facile e più difficile, giacché l’artista e il crìtico s’intendono con empatetica immediatezza quasi su tutto mentre i margini di parola si fanno più stretti. Meglio far parlare, allora, direttamente l’artista, tentare una costruzione del discorso critico attraversando i suoi pensieri e le sue parole. Tratto da: Claudio Verna, La notte di S. Silvestro, catalogo personale Studio Ghiglione, Genova, febbraio 1987.

Sandro Parmiggiani, 2023
Come è possibile non rendersi conto che Raciti ci ha consegnato brani straordinari di pittura, che nelle sue opere ci sono pulsazioni e fermentazioni, segni e accordi tonali che incantano, velature che sempre ci rimandano a qualcosa di sotterraneo, invitandoci a dischiudere le porte di un altrove, che magari se ne sta dentro di noi? […]

Il Comitato Scientifico di questa edizione composto da:
  • Giovanni Iovane, presidente, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera;
  • Franco Marrocco, pittore e docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera;
  • Alessandro Savelli, direttore artistico della Libera Accademia di Pittura di Nova Milanese.
Il Comitato Scientifico ha designato come curatore di questa edizione:
  • Massimo Bignardi, già docente di Storia dell’Arte contemporanea e di Arte ambientale e architettura del paesaggio all’Università di Siena, ove ha diretto, per diversi anni, la Scuola di Specializzazione in Beni storico artistici. Impegnato nella direzione di stimati enti museali e nelle commissioni di importanti premi artistici, nonché prolifico autore di pubblicazioni, il prof. Bignardi si occuperà della curatela delle mostre per le prossime tre edizioni, fino al 2025.
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